Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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BANCA DATI DI ARMI ED ARMIERI

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P

Palmetto di Mainardi Vilma
Armiere italiano dal 1980 a Brescia (repliche)
Paquot
Francois, Fabbricante di armi del Belgio, 1909
Pardini Giovanni
Armiere italiano dal 1977 a Lucca
Pasotti Domenico
Armiere italiano dopo il 1960
PATRO di Palama Roberto
Armiere italiano dal 1976 a Verdello
Pauly Jean-Samuel
Armiere a Parigi ma di origine svizzera, inventa nel 1809 (brev. 1812) un fucile a retrocarica che poi ispirerà Dreyse per il fucile ad ago e Robert  Jean-Antoine per il suo fucile ad ago del 1831. Il sistema  Pauly del 1812 venne poi rielaborato nel 1831 da Auguste Demondion  e usato da Robert in fucili e pistole.


Pauly


Peabody-Martini

Peabody-Martini

Pedrazzini Eugenio
Armiere italiano dopo il 1958

Peetz
Jean, Fabbricante di armi del Belgio, 1931
Pedersoli Davide
Armiere italiano dal 1957 a Gardone V.T.
Pedretti Francesco
Armiere italiano dal 1957 a Gardone V.T.Peltier
Albert Ets, Fabbricante di armi del Belgio, 1952
Peli Matilde
Armiere italiano dal 1958
Pelizzari Angelo

Armiere italiano dopo il 1958

Penna da segnalazione
Lancia stelle illuminanti da 10 mm mediante una cartuccia a salve cal. 6 mm. In Italia considerata per anni una lanciarazzi!

penna da segnalazione


Perazzi Daniele
Armiere italiano dal 1960


Peree
Léon, Fabbricante di armi del Belgio, 1891
Perugini & Visini

Armiere italiano dal 1974 a Nuvolera (Brescia)
Perugini Pietro
Armiere italiano dopo il 1960
Peverelli Luigi
Armiere bresciano dopo il 1960


Pieper
Henry, Fabbricante di armi del Belgio e inventore , 1877-1898
Pieper S. A.
Etablissements, Fabbricante di armi del Belgio, 1898-1905
Pieper , Nicolas figlio di Henry, Fabbricante di armi del Belgio, 1906-1933
Pieper
Anciens Etablissements, Fabbricante di armi del Belgio, 1905-1957
Pinto R.
Armiere italiano dopo il 1960 (parti in alluminio)
Piquet
Jean, Armiere del Belgio, 1907
Pire
Jules, Fabbricante di armi del Belgio, 1894
Pirghaye
H.A., Inventore del Belgio, 1872
Pirlot  (et Fresart)
Gustave (PF), Fabbricante di armi del Belgio, 1879
Pirlot frères
,Fabbricante di armi del Belgio, 1864-1878
Pirotte
Jacques, Armiere del Belgio, 1904
Piscetta Armando
Armiere italiano dal 1958
Pistola a focile
Tempi di lavorazione. Sono state fatta prove pratiche per stabilire il tempo necessario ad un artigiano per costruire una pistola a focile con l’uso degli strumenti antichi. Il risultato è stato di 11 giorni per l’acciarino, 14 giorni per le altre parti metalliche, 5 giorni per  le parti in legno e il montaggio. Per lavorazioni in serie  il tempo era senza dubbio minore. 

Pistola ad ago
+ Prodotta dalla Waffenfabrik  F. v. Dreyse, Sömmerda fra il 1850 e il 1870.

pistola ad ago

Pistola da fibbia (Koppelschloss Pistole)
Rara arma prodotta  forse in 5 esemplari per le SS. È costituita da una fibbia del cinturone militare entro cui erano nascoste 2-4 canne affiancate, lunghe al massimo 7 cm, in cal. 7,65 Br. o in 9 mm corto; aprendo il coperchio della fibbia le canne si alzavano perpendicolarmente e potevano sparare un colpo azionando una “tastiera di grilletti”. L’origine dell’arma si trova in un brevetto del 7 marzo 1934 di Louis Marquis jr. (1895 ca – 1956) di Wuppertal-Eberfeld  in cui però la fibbia conteneva un revolver; il meccanismo era alquanto complicato e non venne mai realizzato. Il progetto venne ripreso nel 1943  per una molto più semplice pistola a canne affiancate, ciascuna con il suo percussore e il suo grilletto. Il percussore viene montato quando si chiude il coperchio della fibbia. 

Koppelschloss

Koppelschloss

Pistole da macellazione a cartuccia
Un modello antico sparava una pallottola di 7-10 mm in una canna liscia di circa 10 cm, mediante una cartuccia a salve. Una coppa sulla bocca avrebbe dovuto impedire incidenti ma spesso la palla veniva deviata sulle ossa e colpiva qualcuno! Si passò quindi al modello che mediante una cartuccia a salve cal. .22 o .25 proietta in avanti un perno di acciaio alla velocità di circa 50 ms. Il perno deve rientrare immediatamente nell’attrezzo così da non restare infisso nell’animale e trascinare a terra l’utilizzatore.

macellazione
macellazione

Pistola danese M 1910
I danesi adottarono nel 1911 la pistola sistema Bergmann-Bayard  mod. 1908. Nata come pistola  Mars  Bergmann vendette il brevetto alla Pieper di Herstal che vi apportò piccole modifiche.
Il numero di matricola del produttore e ala base dell’impugnatura. Sul carrello vi è il numero apposto dall’esercito danese e questo va da 1 a 4840.
Dopo la I GM la Pieper non la produsse più e la produzione venne continuata dall’arsenale di Kopenhagen  (Haerens Vabenarsenal ) con piccole modifiche; in particolare guancette di bachelite invece che di legno. Fra il 1922-1925 ne produsse 2204 pezzi con matricola di fabbrica 1-2204, segnate M 1910/21. Le prime 900 recano la dicitura Haerens Tojhus e la matricola dell'esercito 4841-5741, le restanti 1904 la dicitura Haerens Rustkammer e la matricola 5742-7044. Vennero modificate anche armi della Pieper e perciò vi sono pistole che recano il marchio Pieper e l’indicazione del modello 1910/21.
Nel 1935 parte delle guancette di bachelite vennero sostituite con guancette in legno.
L’arma è lunga 25 cm, pesa 1 kg con canna da 10 cm e 6 righe destrorse; caricatore e striscia di caricamento da sei colpi per il 9 mm Bayard o 9 largo.  

Pliers
Adrien, Armiere del Belgio, 1855
Polain
Prosper, Armiere del Belgio, 1856-1873
Poulain
L. (et Roufosse), Armiere del Belgio, 1875
Prevost
Gustave, Fabbricante di armi del Belgio, 1876-1899

Protector
Vedi Turbiaux

Prova-polvere (fr. éprouvette, ing. powder tester)
Anticamente la polvere nera veniva prodotta con materiali e procedure non uniformi e quindi ogni partita presentava caratteristiche diverse; poteva inoltre modificare le sua qualità in relazione alla conservazione e al trasporto: da ciò la necessità di controllarne la forza esplosiva prima dell’uso.
Venivano utilizzati prova-polvere di vario tipo in cui veniva introdotta una carica ridotta:
- a molla ed a forma di pistola, in cui la forza dell’esplosione entro la camera di scoppio faceva aprire un coperchio il cui angolo di apertura indicava la forza della polvere (fig.1);
- a pendolo in cui si misurava la forza del rinculo (fig 3);
- a mortaio in cui sulla camera di scoppio veniva posata una biglia di ferro che, sparata vero l’alto sollevava un regolo così che si poteva misurare la spinta esercitata.  Un modello sparava la biglia esattamente con una elevazione di 45° e poi si valutava la forza della polvere in base alla distanza raggiunta dalla biglia (fig.2).

prova-polvere


prova polvere

 


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