Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Sparatoria al Tribunale di Milano

Sulla sparatoria di Milano si sono immediatamente scatenati gli avvoltoi professionisti che hanno per mestiere di campare sui cadaveri. Politici alla ricerca di voti e che ormai trovano un po' difficile riuscire a campare ancora sui morti della Resistenza, saltimbanchi e canterini televisivi convinti di essere filosofi, organismi vari, tutti sono scattati come un sol uomo a gridare che lo Stato non protegge i magistrati e i cittadini.
Va da sé che costoro da cinquant'anni sono quelli che gridano contro lo Stato e contro le armi se un delinquente rimane ucciso, ma che da sempre hanno coperto la delinquenza politica, cioè quelli che per dimostrare l'alto livello del loro pensiero vanno a buttare bombe molotov contro la polizia o ad incendiare le macchine, e la delinquenza comune, facendo apparire come un'ingiustizia il fatto che un delinquente sconti la sua pena o venga posto nelle condizioni di non nuocere. Il delinquente può far soffrire gli altri, ma lui non deve soffrire!
Sono quegli avvoltoi che se la prendono con le armi ogni volta che uno muore per un colpo di pistola, ma che chiudono totalmente gli occhi quando uno viene ammazzato a calci da un rapinatore. Il numero di coloro che muoiono per coltellate o strangolati o presi a bottigliate è di gran lunga superiore a quelli che muoiono per armi da fuoco, ma per gli avvoltoi esistono solo queste ultime.
Sono coloro che si inventano il reato di femminicidio e vengono prontamente ridicolizzati da una bella serie di donne che ammazzano l'uomo, e sono talmente imbecilli da non capire l'altezza intellettuale di chi aveva scritto senza tanti se e ma "chiunque uccide un uomo è punito con pena non inferiore a 21 anni di carcere". E non capiscono che il problema non è la pena scritta nella legge, ma quella che in concreto si sconta. Inutile aumentare le pene se poi non vengono applicate.
Questi avvoltoi hanno paura di tutto, ma purtroppo hanno anche paura dei mezzi che servono ad evitare certi guai.
Nella loro fobia psichiatrica per le armi non riescono a vedere che il pazzo che vuol uccidere non ha bisogno delle armi, basta anche una automobile, o un aereo o le mani, o un fiammifero, né riescono a vedere che un terrorista può fare stragi senza toccare né una pistola né un etto di esplosivo. L'unica cosa che riescono a capire è che bisogna limitare i diritti dei cittadini: limitare Internet, limitare le armi, mettere metal-detector e casseforti dappertutto, come se fosse possibile mettere ogni cittadino sotto una campana di vetro.
Prendiamo per l'appunto l'esempio dei magistrati che subito l'associazione magistrati ha urlato essere abbandonati dallo Stato. In primo luogo le statistiche di aggressioni a magistrati, salvo che da parte di organizzazioni mafiose o terroristiche, sono bassissime; in secondo luogo hanno diritto di andare armati e nei casi più gravi sono muniti di scorta; in terzo luogo nello stabilire il loro stipendio si è sempre già calcolato che la loro può essere una professione rischiosa. Che cosa si dovrebbe fare di più per proteggerli proprio non si capisce. Vi è stato il periodo del terrorismo in cui volevano munirmi di un ridicolo impermeabile antiproiettile e di una valigetta blindata da mettere davanti al cuore in caso di pericolo. Né io né altri magistrati ne abbiamo fatto mai uso proprio perché erano ridicolaggini.
Un magistrato non è che sia esposto a rischio soltanto quando è dentro al tribunale. Qualunque pazzo lo può seguire ed aggredire per la strada o a casa o al ristorante e nessuno lo potrà mai proteggere. Che senso ha blindare tribunali come se si fosse all'aeroporto, quando il rischio per il magistrato è lo stesso dentro o fuori dall'edificio? Che senso ha controllare che uno non entri armato, quando può aggredire e uccidere il suo nemico in numerosi altri modi?
Quello che manca nel mondo moderno è purtroppo il controllo sui pazzi e, in certi paesi, in prima linea l'Italia, il controllo sulle persone violente e pericolose.
Fondamentale per creare guai della nostra società è stata la cosiddetta tutela della privacy, una mostruosa macchina burocratica che fa distruggere più alberi da cellulosa della carta igienica (provate ad andare in una banca o da una assicurazione a fare il contratto e capirete cosa vuol dire firmare carte inutili) e che in concreto non serve a nulla, salvo a nascondere che uno AIDS. Però ha comportato che i pazzi non vengono più segnalati all'autorità di pubblica sicurezza, ha comportato che i tubercolosi girano tranquillamente per le strade e ci vengono vicini a chiedere l'elemosina, ha comportato che negli ospedali non si riesce a curare bene i pazienti perché un medico non può vedere tutta la loro storia sanitaria! Puro delirio burocratico.
Altra pietra fondamentale dei nostri guai è l'idea che si debba parlare solo dei diritti e non dei doveri; diritto a vivere alle spalle degli altri (chi si ricorda ancora che la Repubblica italiana è fondata sul lavoro?), diritto ad essere mantenuti e curati anche se nella vita non sia mai fatto assolutamente nulla per meritarselo o, peggio ancora, anche se si è ampiamente demeritato, diritto uscire dal carcere più presto possibile anche se si è ancora delinquenti pericolosi, diritto di essere violenti o prepotenti alle spalle dei cittadini tranquilli, diritto a guidare la macchina e ad uccidere anche se si è drogati o alcolizzati, eccetera, eccetera.  Ci vuol poco a vedere che gli avvoltoi schiamazzano ad ogni morto, ma non hanno mai fatto nulla di concreto ed utile per salvare quella vita.
Infine non trascurabile il fatto che abbiamo una burocrazia (ed è burocrazia anche la magistratura) che regolarmente gira a vuoto, ed ammucchia una marea di carte che nessuno ha tempo e voglia di leggere. Se un burocrate ha vita tranquilla quando gestisce una pratica ammucchiando carta e certificati, e non viene criticato se quei certificati non li ha mai letti e non mai colto la realtà dietro di essi, poca strada si può fare. E così la nostra burocrazia è bravissima a scoprire che uno trent'anni fa aveva fumato uno spinello a 14 anni e quindi non merita di possedere una carabina ad aria compressa, ma non si accorge che la persona che ha davanti è fuori di testa.
Ma continuando così, si arriva ogni giorno, come diceva Amleto a vedere "un dramma stupido, recitato da idioti".

(10-04-2015)

Aggiornamento

Ma avete visto che marea di incapaci vi sono fra i magistrati?
A Napoli c' è uno che pensa di poter far passare, da un giorno all'altro, migliaia di avvocati,  che hanno precisi appuntamenti, attraverso un metaldetector. Ma lo hanno mai visto un apparecchio del genere? Non lo sanno che suona per le chiavi, le monetine, i braccialetti, i telefonini, i chiodi nelle ossa, e che perciò per ogni persona si perdono parecchi minuti e una coda chilometrica è inevitabile ed ingestibile?.
A Savona un avvocato con porto d'armi e pistola si presenta per entrare e dichiara di essere armato; il sorvegliante correttamente chiama un poliziotto che prende in custodia l'arma e lascia passare l'avvocato. Apriti cielo: interviene la procuratrice capa, che sentenzia che le armi non possono né entrare né essere prese in custodia e fa espellere dal tribunale l'avvocato con la sua pistola. Il cliente rimane senza difensore con sicura nullità del processo!
Ora è noto che  in quella zona i magistrati hanno provocato ben altri guai di milioni di euro, facendo una strombazzata indagine sul porticciolo turistico di Imperia, indagine scoppiata davanti ai giudici in una bolla di sapone, ma è possibile che un procuratore della repubblica non sappia che nessuna norma vieta di girare in un ufficio pubblico con la pistola legalmente portata,  che nulla vieta alla polizia di prendere in custodia una pistola se ciò è necessario, che se proprio si vuole vietare l'ingresso alle armi, è l'ufficio che deve organizzarsi per prendere in custodia le armi di coloro che hanno diritto di difendersi fin davanti all'ingresso e poi di usufruire del servizio pubblico?
A Napoli, vista la malaparata hanno deciso che gli avvocati possono entrare senza controllo, ma devono mostrare al portiere il tesserino dell'Ordine Avvocati. Il tesserino uno se lo può stampare con il computer e il portiere non è certo pagato per essere un esperto in documenti falsi. Sapete a che cosa serve il provvedimento? Solo a parare il fondo schiena al responsabile della sicurezza che così potrà dare la colpa al portiere!
Ma poi dove sta scritto che un avvocato non può diventare matto e fare una strage? La pazzia purtroppo non fa distinzione di professione. E poi, non è forse vero che i magistrati sono gli unici che possono portare la pistola senza avere mai presentato un certificato di idoneità psico-fisica e senza aver mai frequentato un poligono per apprendere come si usa un'arma? Perché loro possono entrare armati e gli altri no?
Io una soluzione, a questo punto ce l'avrei: non si potrebbe risolvere ogni problema di sicurezza impedendo ai magistrati di entrare nei tribunali?
Purtroppo nessuno dei responsabili ha le palle per dire chiaramente che il problema della sicurezza nei tribunali è una bufala perché il rischio che si corre entro di essi è esattamente lo stesso che si corre fuori di essi  e che la marea di soldi per pagare guardie giurate e carabinieri è sprecata e sarebbe meglio impiegarli per protegge i cittadini da furti, rapine e bullismi vari. Sembra proprio che tutti si siano dimenticati di quando i magistrati  chiedevano e ricevevano la scorta, non perché ne avessero bisogno, ma come status simbol, per fare credere che facessero cose importanti.

(14-4-2015)

 


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