Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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I diritti limitati - Le paintball


I cittadini italiani, ormai è chiaro, sono esseri di seconda categoria. Dopo 60 anni di Costituzione molti dei suoi diritti, invece di crescere, sono andati a farsi benedire, e comanda più qualche funzionario mentecatto che non il Ministro o il Parlamento.
Il tutto il mondo civile vige il principio che ogni attività sportiva deve essere favorita e che gli strumenti che servono per tali attività sono oggetti di libera vendita i quali, se non sono armi vere e proprie, sfuggono al controllo della polizia. Questa infatti si deve occupare di delinquenti e non di sportivi.
In Italia, non il legislatore, ma un funzionario mentecatto, si è inventato che anche gli attrezzi sportivi devono essere soggetti a regime poliziesco.
Mi riferisco all’aria compressa liberalizzata ed agli arnesi per airsoft e paintball.
Il nostro legislatore (L. 21 dicembre 1999 n. 526), in modo del tutto saggio e coerente, ha stabilito che ogni strumento da sparo che lancia un proiettile con meno di 7,5 J di energia iniziale non è un’arma  ed è di libero porto e detenzione; vale a dire che non sono armi su cui si esercita un controllo di polizia. La legge si era limitata a dire che con un regolamento si dovevano stabilire “la disciplina specifica dell'utilizzo delle armi ad aria compressa”: espressione chiara da cui si ricava che il regolamento doveva stabilire come si utilizzano (acquisto, controllo sulla potenza, modalità del porto, comunque libero) questi oggetti, ma non certo il potere di incidere sulle loro caratteristiche tecniche e sulle modalità di uso in ambito sportivo. Si badi che la norma parla poi di armi e cioè di strumenti “aventi come destinazione naturale l’offesa alla persona” e non di strumenti sportivi.
Ecco invece che cosa si è inventato il Ministero, proprio come se la legge non esistesse?
Prima della legge del 1999 in Ministero aveva stabilito che gli strumenti per airsoft non dovevano superare la potenza di un Joule, limite che in sostanza rispecchia gli orientamenti sportivi internazionali. Il grave è che il Ministero, così facendo, ha implicitamente detto che ogni arnese che spara palline con potenza superiore ad un J è un’arma! Fesseria che più grossa non poteva essere.
Poi, una volta uscita la legge del 1999 il ministero si è dimenticato di questi arnesi che ora sono caduti in un limbo incerto e vi è uno spazio oscuro in cui non si sa come siano regolati  questi attrezzi sportivi che abbiano, ad es. la potenza di 2 J invece che di un J. Siccome è certo che non sono armi e siccome è certo che  anche con potenza superiore ad un J. non sono in grado di offendere la persona, proprio non  si vede come possano essere assimilati alle armi liberalizzate le quali invece sono vere e proprie armi di cui è stata ridotta la potenza ad un limite a cui la capacità di offendere non è  esclusa ma solo limitata.
Per gli strumenti con potenza superiore a 7,5 J il ministero si è poi inventato in modo illegittimo delle limitazioni che non riguardano le armi, ma, nuovamente, solo attrezzi sportivi. Recita il regolamento del 2001 che le armi liberalizzate “possono utilizzare esclusivamente il funzionamento semiautomatico od a ripetizione semplice ordinaria e sono destinate al lancio di pallini inerti non idonei a contenere o trasportare altre sostanze o materiali.”  Non so se l’avete capito, ma il Ministero, senza averne la minima autorità e competenza, e in modo scriteriato, per le sole fisime di qualche mentacatto, scavalcando il Parlamento, ha deciso di vietare in Italia lo sport del Paintball!
Questo sport è analogo al  softair, ma impiega palline di 17,3 mm di diametro ripiene di liquido colorato; l’involucro è di gelatina, più o meno della resistenza di un guscio d’uovo, ma elastico,  e il liquido è colorato con coloranti alimentari. La velocità non supera i 100 ms, ma in alcuni paesi è stato fissato un limite inferiore (in Germania 70 ms). La pallina cade rapidamente verso il suolo; a 50 metri la velocità iniziale si è dimezzata e l’energia si è ridotta a 3 Joule; a 70 metri è ridotta ad un Joule.
Non vi è nessuna ragione al mondo per vietarlo e non vi è nessuna ragione sociale o giuridica per cui il ministero si possa arrogare il diritto di vietare di lanciare oggetti colorati. Con lo stesso criterio domani potrebbe  ordinare che i fucili da pesca subacquea devono essere idonei solo a caccia sardine o che gli archi per lo sport del tiro con l’arco non devono avere  più di una certa potenza.
La decisione è anche chiaramente imbecille perché non si comprende perché sia preferibile che un soggetto spari un pallino di piombo velenoso nel sedere ad una persona piuttosto che una pallina biodegradabile e mangiabile, di liquido colorato (sono entrambe cose vietate, ma, dovendo scegliere, io preferirei ricevere la pallina; si vede che al ministero preferiscono le cose dure).  Inoltre attualmente è di libera vendita una pistola che spari palline di plastica dura di 0,2 gr, in cal 6 mm, con potenza di 7,5 J (velocità iniziale 270 ms) o una pallina pesante fino a 0,5 gr alla velocità di 170 ms e proprio non si vede perché debba essere preferita ad un arnese paintball.
In Germania, senza farsi tutte le masturbazioni mentali dei ministeriali italiani, la legge, con un articolo di due righe, ha stabilito un unico regime per le armi giocattolo con potenza da 0,5 a 7,5 Joule, tutte di libera vendita ai maggiorenni e con l'unico divieto del porto in luogo pubblico o aperto la pubblico.
Il problema è indubbiamente ancora aperto e andrà sollevato, da chi vi ha interesse, in sede amministrativa, per far annullare gli atti nulli emanati dal ministero o per una precisazione normativa da parte del legislatore.
(21 settembre 2008)
Si veda anche l'articolo Paintball e, molto importante, con nuove argomentazioni e conclusioni, la RELAZIONE alla EXA 2009 , LE ARMI NON ARMI.

 


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