Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Galleggianti pubblici

Sarà perché sono vecchio, ma mi sembra di vivere non in un ambiente umano, ma in una fossa biologica, circondato da quei galleggianti che normalmente vi si trovano.
Mi ha colpito il caso della alluvione di Genova.
Abbiamo i galleggianti del Tar che di fronte ad un problema gravissimo di sicurezza pubblica, trattano un ricorso per l’appalto di lavori urgenti, come se fosse una cosa che può attendere anni; qualsiasi giudice responsabile avrebbe risolto il caso in tre mesi. Ma forse giudici abitano alle pendici del monte Righi dove l’acqua non arriverà mai!
Abbiamo altri galleggianti della pubblica amministrazione che di fronte all’urgenza e al sicuro pericolo che si ripresenterà alla prima pioggia, si siedono dietro a loro scrivania ed aspettano che un giurista risolva i loro problemi. Eppure sarebbe bastato annullare immediatamente la precedente gara di appalto e bandirne immediatamente una nuova, chiarendo le cose equivoche che avevano scritto nel primo bando; ma forse fare taglia e incolla con il computer comporta un eccessivo lavoro!
Abbiamo altri galleggianti politici che non sono in grado di far lavorare correttamente i funzionari che dipendono da loro. Ma si sa, gli appalti non servono solo a fare opere edili.
Se penso al ministero degli interni resto sbalordito nel vedere che in vent’anni di tempo non sono riusciti a decidere se un vigile urbano può portare un tubo colorato in rosso come “mazzetta da segnalazione”. È un problema talmente al di fuori della loro portata che dopo aver scritto qualche scemenza in un parere
http://www.earmi.it/diritto/leggi/bastoni.htm
sono arrivati a sostenere in una loro circolare
http://www.earmi.it/diritto/leggi/Circolare%2028%20luglio%202014.html
che i bastoni da segnalazione devono essere inviati al Banco di prova per stabilire se sono armi proprie o improprie! Pare che al ministero credano che questi strumenti di morte siano ad aria compressa.
Devono essere gli stessi galleggianti che hanno pensato di dotare la polizia di pistole Taser, sebbene sia noto che l’arma viene troppo spesso usata come strumento  di tortura e sebbene gli studi più recenti  ne abbiamo confermato la pericolosità, cose già evidenziate da Amnesty International. Dice lo studio: “Lo stress presente nel corpo, una malattia sistemica e la presenza di sostanze chimiche nel corpo modificano la risposta del corpo ad impulsi elettrici che aumentano direttamente il rischio di aritmia cardiaca causa lo sviluppo di fibrillazione ventricolare e la probabilità di morte cardiaca improvvisa. Si raccomanda ai funzionari che usano armi elettriche che nel luogo dell’evento ci sia personale medico qualificato (ambulanza) in grado di fornire il primo soccorso in caso di complicazioni dopo l'uso dell'arma” (Sigitas Laim ed altri, The effect of conducted electrical weapons on the human body, in Acta medica Lituanica, 2, 2014).
Non mi pare che sia il sistema migliore per ovviare al grave problema delle forze di polizia che fanno centri perfetti solo quando inciampano o quando gli scappa un colpo!
Forse, se venisse rivista la disposizione di quel galleggiante che trent’anni fa aveva vietato alle forze di polizia  l’uso delle catene chiodate per chi non si ferma all’alt, forse se venisse chiaramente scritto in una legge ciò che esse possono fare e ciò che non possono fare, non vivrebbero nella paura di ciò che può far loro un PM galleggiante e capirebbero che con la burocrazia si muore e si uccide più che con le armi. Purtroppo i galleggianti burocrati non capiscono che sono nella stessa barca dei politici e che, senza saperlo, stanno litigando fra di loro su chi affonderà prima con i suoi privilegi.
Non parlo di armi perché piuttosto che galleggianti vi sono interi agglomerati: come quello di coloro che imperterriti, violando la legge, non hanno il coraggio di scrivere due righe per dire che una licenza di caccia per cui non si è pagata la tassa di rinnovo rimane valida come licenza di tiro a volo, che le armi antiche e le armi bianche non c’è bisogno di denunziarle, ecc. ecc.; no, essi preferiscono che nelle questure siedano dei poliziotti a far mulini di carta. Forse la meta ambita dei sindacalisti non è di andare sulla strada a cercar delinquenti, ma di sedersi dietro una scrivania per poter mandarci gli altri! Ma poi raccontano che tutti rischiano la vita nella stessa misura.

(13 ottobre 2014)

 

 


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