Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Ci si mette anche la Forestale!


Il Corpo Forestale dello Stato di recente è stato riorganizzato da una legge del 2004  in cui si dice che esso  è Forza di polizia dello Stato ad ordinamento civile specializzata nella difesa del patrimonio agroforestale italiano e nella tutela dell'ambiente, del paesaggio e dell'ecosistema e che concorre nell'espletamento di servizi di ordine e sicurezza pubblica, ai sensi della legge 1° aprile 1981, n. 121, nonché nel controllo del territorio, con particolare riferimento alle aree rurali e montane.  Il Corpo forestale dello Stato svolge attività di polizia giudiziaria e vigila sul rispetto della normativa nazionale e internazionale concernente la salvaguardia delle risorse agroambientali, forestali e paesaggistiche e la tutela del patrimonio naturalistico nazionale, nonché la sicurezza agroalimentare, prevenendo e reprimendo i reati connessi. È altresí struttura operativa nazionale di protezione civile.
Pare che questo aumento di competenze ed importanza abbia turbato le menti più deboli perché qualcuno a iniziato a strafare!
Due anni orsono un maresciallo di non so dove mi ha “fatto rapporto” accusandomi di istigazione a delinquere perché nel mio sito ho illustrato come vengono fatte le  trappole.
Alcuni mesi orsono ho tenuto un corso ai dipendenti provinciali di una cittadina ligure in merito ai poteri degli agenti accertatori di infrazioni venatorie, e  dopo alcuni giorni, è pervenuta agli organizzatori una severa lettera di reprimenda del locale comandante della Forestale in cui si intimava loro di togliere dalla circolazione la mia dispensa perché avevo osato dire che i Forestali non sono in servizio permanente come CC e PS (cosa risaputa ed ovvia).
Ed ora i miei Colleghi del tribunale di Tortona mi segnalano un caso di sconvolgente ingiustizia.
Tre appartenenti al sullodato Corpo il 17 novembre 2008 si sono presentati in casa di un poveretto di Tortona ed hanno eseguito una perquisizione a suo carico alla ricerca di armi. Il cittadino esibiva le armi in suo possesso, tra cui due fucili regolarmente denunziati, ma i tre inquisitori li sequestravano affermando che un fucile recava un matricola diversa da quella scritta sulla denunzia e che un altro fucile in cal. 44 non era da caccia e perciò faceva superare il numero di armi comuni detenibili senza licenza di collezione.
Il PM ed il GIP hanno prontamente provveduto a restituire le armi all’innocente cittadino (il quale, ovviamente si è comunque dovuto pagare un avvocato), in quanto i tre forestali avevano confuso il numero di catalogo con il numero di matricola e in quanto i fucili in cal. 44 sono pacificamente armi da caccia, salvo che per uno sciocco il quale va dicendo, suscitando l’ilarità generale, che lui di legge ne sa più dei giudici (e in particolare del dr. Mori) e di tutti gli altri perché si è laureato a pieni voti!
Molte domande sorgono spontanee:
- perché i tre sprovveduti i quali non sanno neppure che su di un’arma non vecchissima vi sono necessariamente almeno il numero di matricola e il numero di catalogo, che non sono neppure capaci di guardare una canna di fucile, vanno a fare dei controlli sulle armi?
- qualcuno ha pensato a fargli un corso di istruzione sulle leggi che devono applicare oppure agiscono per pura supponenza, tanto per fare statistiche?
- hanno agito di testa loro o qualche superiore li ha mandati? Se un superiore ce li ha mandati, ha preso poi provvedimenti per punirli e per far loro pagare i danni cagionati per colpa sicuramente grave (cosiddetta ignoranza inescusabile) ?  Ed ha tolto dalla statistica delle grandi operazioni questa cavolata? Se invece sono andati di testa propria, per quale motivo hanno colpito proprio quel cittadino, forzando chiaramente la situazione?  Vi era forse qualche cosa di personale?
- come possono degli agenti ed ufficiali di PG fare una perquisizione ad un cittadino senza avere il minimo sospetto su di lui ? Nel verbale di perquisizione e sequestro non viene enunciata alcuna ragione di sospetto e perciò l’operazione era, già per questo solo motivo, abusiva e nulla. Non solo non conoscono la legge sulle armi che pretendono di applicare, ma neppure il codice di procedura penale; però pretendono di fare gli ufficiali di PG!
- perché i forestali non pensano a svolgere i loro compiti di controllo del territorio, invece di infilarsi in casa dei cittadini, perché non continuano ad occuparsi di boschi e bestiame e paesaggio, come prescritto dalla legge? Forse perché d'inverno si sta meglio in città che in campagna? Il controllo sulle armi è per definizione affidato alla Polizia e ai Carabinieri i quali ne sanno certamente di più dei forestali. Ma allora come si permettono i Forestali di andare a molestare un cittadino contestando cose che sono considerate regolari per il Commissariato? Come possono loro denunziare un cittadino dicendo che un fucile non è da caccia, se l’autorità direttamente competente, il Commissariato, lo ritiene invece da caccia?   Se fossi il commissario di Tortona, mi sentirei molto offeso.
Se in Italia il primo che si sveglia al mattino può denunziare un cittadino che si è comportato regolarmente, che ha seguito le istruzioni dell’autorità preposta a controllarlo, vuol proprio dire che sono finiti l’onesta morale e il rispetto per il cittadino che paga il suo stipendio.

(14 gennaio 2009)

 


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