Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
    torna indietro
 

Home > Menu 1 > Sottomenu > Documento

back

Il favoreggiamento del delitto da parte dello Stato

In qualunque paese dove le banane non vengono usate come vibratori, vige il principio che la legge serve a proteggere i buoni dai cattivi, gli onesti dei disonesti, i lavoratori dai parassiti. Subito dopo la guerra, quando in Italia le banane erano ancora care, scrissero nella Costituzione che l'Italia è fondata sul lavoro.
Ma da allora il socialismo di strada ne ha fatta molta, nessuno si ricorda più il sano principio "chi non lavora non mangia", e ora siamo arrivati alla situazione per cui vige la regola "fate quello che vi pare, le pene ci sono per finta".
Attualmente il modo migliore per esporre il sistema delle pene italiano è dire che ci sono le pene che si scontano, quelle che si scontano per finta e quelle che non si scontano affatto.
Le pene detentive concrete sono più o meno ridotte alla metà rispetto a ciò che stabilisce la legge e se la pena detentiva può essere convertita in pena pecuniaria, fa paura solo a chi ha la casa o un basso stipendio che può essere pignorato. Se uno ha i soldi paga, se non ha i soldi non teme nulla; la pena potrebbe essere convertita in libertà controllata, ma è una pura presa per i fondelli perché ogni giorno di libertà controllata porta a scontare ben 250 euro di pena. In base a quali calcoli il legislatore abbia ritenuto che il fatto di non potersi allontanare per un giorno dal Comune di residenza valga  250 euro e cioè 10 giorni di lavoro duro di un operaio, si può capire solamente sulla base del principio che solo la stupidità può farci capire la nozione di infinito. O forse avevano usato come parametro il proprio stipendio! Vale a dire che chi si è salvato dal carcere e deve pagare 1000 Euro di pena pecuniaria, basta che stia per quattro giorni nella sua città con l'unico obbligo di andare a farsi vedere in Commissariato e la pena è saldata. A nessuno è venuto in mente che forse era più logico fargli lavare i marciapiedi per 40 giorni?
Si aggiunga che la procedura per la riconversione della pena pecuniaria in libertà controllata è un delirio giuridico-burocratico che costa allo Stato molto di più di quanto potrà mai incassare. Bastava una riga dal funzionamento automatico per dire: "Chi non paga entro il termine stabilito la pena pecuniaria, va a scontare immediatamente la pena detentiva convertita". Per capire il delirio burocratico di questa norma si veda questo sito, noto per essere favorevole a questo stile normativo:
www.altrodiritto.unifi.it/sportell/vademecum-pene-pecuniarie.htm .
Inoltre il nostro legislatore nella sua infinita stupidità si è inventato qualche cosa di sconosciuto al resto del mondo: vi sono delle condotte altamente lesive dei diritti altrui per le quali si è stabilito per legge l'impunità di chi non ha soldi. Sono le sanzioni amministrative che derivano spesso dalla depenalizzazione di reati.
Di fronte a queste condotte gli agenti di polizia lavorano per fare verbali di accertamento, la burocrazia lavora per fare decreti di condanna e ingiunzioni di pagamento, il debito viene passato ad Equitalia che dovrà correre dietro al debitore per almeno una decina d'anni. Ma se il debitore non ha beni al sole è tutto lavoro inutile, sono soldi nostri buttati via, e il delinquentone  se la ride alle spalle degli onesti.
Leggo che di recente in Sicilia sono state annullate per decorso del tempo sanzioni non pagate per circa 5 miliardi di euro (si veda  http://gds.it/2015/06/25/multe-e-bolli-non-pagati-annullate-le-cartelle-per-3-milioni-di-siciliani_374628/ ; ma a questo importo va aggiunto il costo enorme sostenuto dalla burocrazia per cercare vanamente di incassarlo.
Vediamo alcuni casi pratici di ciò che significa la depenalizzazione quando l'autore di un illecito non teme il pignoramento dei beni o stipendio:
- può guidare senza patente
- può guidare senza assicurazione
- può girare per la città ubriaco molestando la gente
- può pisciare contro monumenti pubblici e le biciclette
- può viaggiare in continuazione su treni e mezzi pubblici senza pagare il biglietto
- può raccogliere funghi, fiori, danneggiare la natura
- può compiere atti osceni e atti contrari alla pubblica decenza in pubblico
- può dare dello stronzo a tutti coloro che incontra perché l'ingiuria non è più reato
- può tenersi una borsa di soldi trovati per la strada
- ecc. ecc. continuando per più pagine se si considerano tutte quelle condotte che già erano state di penalizzate nel 1981 e tutte quelle condotte che non nascono come reato, ma nascono direttamente come sanzione amministrativa.
È possibile che la nostra cultura giuridica (sarà infinita anch'essa?) ci impedisca di fare come in altri Stati ove il responsabile di condotte asociali è tradotto direttamente davanti al giudice che lo condanna a pagare e se la  somma non viene versata immediatamente da lui o da un parente va direttamente in carcere? E ci vuole tabto a dire che quando uno viene colto in flgranza di infrazioni, tutti i soldi che ha in tasca vengono trattenuti per pagare le spese e le pene?
E questa smania di garantire solo i delinquenti e non gli onesti e le vittime trova il suo miglior esempio nella legge sull'omicidio stradale che ha richiesto anni per essere decisa e semiapprovata senza che vi fosse la minima difficoltà giuridica nel formularla. Ci voleva tanto a scrivere che se un conducente provoca morte o lesioni ad altri guidando un veicolo drogato o ubriaco, o contromano, ecc. viene condannato a tot anni di reclusione e che se si arrischierà a guidare nel corso della sua vita un altro veicolo verrà punito con tot anni di reclusione? No, hanno perso mesi per decidere che cosa fare se uno avesse ripreso la patente, magari all'estero!
Questo è un sistema fatto per favorire la feccia della società, coloro che vivono alle sue spalle, coloro che vivono di furti, rapine, spaccio, truffe, sfruttamento della prostituzione, coloro che fanno i bulli e violenti, coloro che si divertono a danneggiare le proprietà altrui, ecc. ecc. Per non parlare di tutti coloro che risiedono all'estero, o che non hanno stabile residenza in Italia, i quali, per definizione, non potranno mai essere chiamati a pagare un euro.
Mi chiedo, ma i nostri legislatori sono complici o sono semplicemente degli imbecilli? Ma è ammissibile che siano furbi per i propri interessi e imbecilli quando si tratta dei nostri? E' possibile che facciano questi trucchi solo per diminuire le statistiche dei reati? Al cittadino poco importa se chi gli ha fatto del male o dei danni ha commesso una sanzione amministrativa o un reato: egli ha diritto di pretendere che si impedisca di fargli del male con qualsiasi mezzo. La libertà sparisce quando si deve aver paura dei concittadini e della giustizia.
13-2-2016


torna su
email email - Edoardo Mori top
  http://www.earmi.it - Enciclopedia delle armi © 1997 - 2003 www.earmi.it