Enciclopeia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Curiosità etimologiche

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L'etimologia è la scienza che studia l'origine delle parole. Non serve a gran che, spesso giunge a risultati del tutto incerti, ancor più spesso viene utilizzata da dilettanti che farebbero meglio a scrivere oroscopi (famoso è un libro di una multinazionale dei detersivi in cui si trova scritto che il sapone si chiama così perché inventato … a Savona!). E' però certamente interessante scoprire che la parola arma deriva dalla stessa radice da cui deriva ramo ed è in diretta relazione con l'inglese o tedesco arm (braccio). Vale a dire che per gli immaginifici nostri antenati i rami erano le braccia della pianta e l'arma era un ramo (o un prolungamento del braccio?).

Ancor più interessante è cercare di scoprire l'origine, sovente controversa e misteriosa, di molte parole attinenti alle armi. In relazione ad esse si verifica ciò che si riscontra per la polvere nera o la piastra a ruota: manca un inventore vero proprio perché al loro impiego si è giunti lentamente, mediante una serie continua di perfezionamenti che rapidamente si diffondevano tra le confraternite dei produttori, notoriamente gelose dei propri segreti. Di conseguenza i nomi dati alle novità erano metaforici od allusivi e venivano storpiati a seconda delle lingue e dei dialetti locali.

Artiglieria

La parola è in uso già prima dell'invenzione della polvere da sparo per indicare l'insieme delle macchine da guerra e attorno al 1500 è già diffusa sia nei paesi latini che germanici. Qui si ritrova con diverse varianti, quali Archiley, Arkeley, Arculey, Artolleria, ecc.

Gli scrittori di cose militari del passato hanno fatto esercizi di fantasia: il francese Vauban suppone che la parola derivi dal francese antico artiller (provenzale arthilha), che significava fortificare o, per altri, fornitore di macchine belliche. L'italiano F. Sponzilli lo vuol far derivare dallo spagnolo artilla (piccola arte) perché la fabbricazione di armi richiede la conoscenza di piccoli segreti del mestiere. Per il generale polacco Siemienowicz deriva dall'italiano artigli perché i cannoni portavano il nome di rapaci (ma, come detto, il nome è anteriore ai cannoni).

I linguisti, più semplicemente, hanno ricollegato la parola al latino ars (arte), così che l'artiglieria sarebbe imparentata con il termine artigiano. Da escludere che la parola derivi dall'espressione latina ars telorum (arte di lanciare proietti) perché i nomi volgari non derivano mai da simili costruzioni colte.

L'ipotesi più probabile è che artiglieria derivi dal francese antico che però, a sua volta, potrebbe essersi ispirato alla parola latina ars.

Pistola

Nonostante tutti gli sforzi non si è potuto stabilire l'origine della parola, il che conferma che la fantasia popolare procede per metafore e applica a nuove cose parole che prima indicavano oggetti o idee del tutto diverse. Tipico l'esempio del termine captivus che in latino indicava il prigioniero (il catturato); in italiano cattivo indica una persona non buona, in alcuni dialetti siciliani indica il vedovo; in francese chétif indica invece la persona malaticcia (in cattiva salute).

Una prima corrente di pensiero ricollega il termine alla città di Pistoia e si immagina che lì sia stata inventata la pistola. Ciò è sicuramente falso, ma il collegamento con Pistoia potrebbe essere un altro. La città era conosciuta per la fabbricazione di lame per coltelli e pugnali, tanto che da essa deriva, oh sorpresa, persino il termine bisturi. La parola compare in francese già nel 1462 (bistorit) per indicare un pugnale o un rasoio ed è la deformazione gergale di pistorese. Si potrebbe perciò ipotizzare che nel 1400 il termine pistolese e sue varianti, si fosse diffuso per indicare lame corte (nel 1500 la parola indica anche un largo pugnale) e che poi questo termine sia stato applicato anche alle armi da fuoco corte.

Altri, affezionati all'idea di un'origine italiana della parola, hanno cercato di derivarla da pestello perché l'impugnatura avrebbe avuto una forma rassomigliante a questo strumento. Val la pena di riferire che in un inventario di Breslau del 1483 compaiono delle armi da fuoco chiamata pisdeallen.

Napoleone III, non si sa su quali basi, ebbe a scrivere che la parola derivava dal nome della moneta d'oro, pure chiamata pistola, perché avente lo stesso diametro del calibro delle pistole! Palese invenzione priva di basi reali che dimostra solo quante persone pensino di potersi inventare le regole dell'etimologia. Comunque una simile spiegazione non risolverebbe proprio nulla perché è del tutto sconosciuto il motivo per cui una moneta d'oro prese il nome di pistola.

La seconda corrente di pensiero, seguita nei paesi nordici e proposta per primo, nell'ottocento, dallo storico boemo Palacky, sostiene che le pistole sarebbero state usate con una certa frequenza nella guerra degli ussiti (1419-1436) e che il nome deriverebbe dalla parola ceca pištala, che significava "tubo, canna". Quindi il termine sarebbe giunto in Italia dalla Germania e attraverso la Francia. In realtà il termine era usato per indicare strumenti musicali a fiato (fischietto, piffero) e si pronunziava piscgiala (con sc come in piscio la g dolce come in giallo), che è molto lontano dal suono di "pistola". Poco credibile che il nome pistola sia stato preso non dalla lingua parlata, ma dalla lingua scritta! Inoltre gli ussiti indicavano con tale termine non un'arma corta, ma un fucile tipo il tedesco Tannenberg. Altra prova contro questa tesi è che nella stessa Cecoslvoacchia queste armi vengono chimata "pistala" solo dopo il 1530, nel mentre che esse, già molti decenni prima, in testi tedescgi, vengono chiamate con termini quali Pischolu, Pischullen, Pyscheln, Pisdeallen, in testi tedeschi.

Calibro

La parola viene ricollegata all'arabo qâlib (o qâlab) che indica il modello, il campione, la forma per scarpe.

Il solito etimologista orecchiante aveva ipotizzato che la parola derivasse dal latino "qua libra" (di quante libbre?), ma è solo un'amena invenzione.

Obice

La guerra degli ussiti (1419-1436) che, a quanto pare, ci ha dato la parola pistola, è all'origine del nome un'altra arma e ciò dell'obice.

E' certo che francesi e italiani hanno preso questa nome dal tedesco Haubitze che deriva, a sua volta, da un originario haufniz, del tutto corrispondente al ceco houfnice, parola che a sua volta serebbe derivata da una parola "houfen" che indicava una macchina lanciapietre (catapulta, onagro).Però sono state fatte anche altre ipotesi, e persino che la parola ceca sia la deformazione del termine tedesco Hauptgeschütz (pezzo d'artiglieria principale)!

Carabina

Pare accertato che il termine derivi dal francese carabin che stava ad indicare un cavaliere privo di corazza e il corto fucile con cui era armato. Siccome in arabo karab significa arma da fuoco portatile, si suppone che i francesi abbiano preso il vocabolo dalla vicina Spagna ove indicava il cavaliere arabo armato di fucile. Già nel 1567 il Duca D'Alba disponeva di due compagnie di cavalleggeri armati di carabine.

Bascula

Il cammino di questa parola è molto lungo perché nasce in Francia come baculer, vale a dire "batticulo", per indicare il gioco dell'altalena; poi essa si è estesa ad indicare la bilancia a bilico e, da questo, per analogia di aspetto, il massello del fucile (in origine si pronunziava "bascùlla").

Fucile

Questa è l'etimologia più semplice: anticamente la parola indicava l'acciarino per accendere il fuoco (focile) e quando l'acciarino venne applicato all'archibugio, esso si chiamò archibugio a focile e poi, sinteticamente, focile o fucile.

Archibugio

Ed a proposito di archibugio non si creda che la parola abbia a che fare con i termini arco e buco, attraverso un'improbabile derivazione dall'olandese, come amenamente afferma il Devoto in un suo dizionario etimologico in cui le amenità non sono rare. La parola deriva dal tedesco e precisamente dal termine Haken indicante un gancio (ricordate la svastica che si chiama Hakenkreuz?) unita alla parola Büchse che originariamente indicava un contenitore cilindrico tornito nel legno di bosso e poi è passata ad indicare ogni scatola o corpo tubolare e, al momento della loro invenzione, le armi da fuoco. Quindi Hakenbüchse era semplicemente il fucile con la canna munita di una barra perpendicolare che veniva appoggiata al muro o ad un ceppo per contenere il rinculo (fucile da ramparo).

Qualcun si era immaginato che il gancio all'origine della parola fosse la serpentina dell'acciarino a miccia dimenticandosi però che il termine arcubusari compare già in uno scritto del 1417.

Granata

La parola deriva del frutto del melograno in quanto riempita di granuli di polvere.

Shrapnel

Non occorre sforzarsi troppo per trovare l'etimologia della parola, perché è semplicemente il nome dell'ufficiale inglese Henry Shrapnel che la inventò nel 178, durante l'assedio di Gibilterra, riempiendo granate con pallottole. Il primo impiego ufficiale ebbe luogo il 30-4-1804 contro la colonia olandese del Surinam.

Baionetta

La spiegazione più semplice dell'origine di questo termine è di ricollegarla alla città di Bayonne, nei pirenei francesi, già nota nel medioevo per la costruzione di balestre, tanto che si era diffusa la parola bayonniers per indicare i balestrai. Purtroppo i soliti etimologisti orecchianti, i quali pensano che le parole nascano nel popolo a comando, hanno scritto più volte che la baionetta prese questo nome perché venne usata come arma durante l'assalto a Bayonne nel 1655. La parola compare invece già in uno scritto del 1575 per indicare un pugnale dorato.

Moschetto

Il nome è sicuramente di origine italiana. Secondo la tesi più diffusa il nome rientrerebbe nella lunga serie di nomi di animali con cui venivano battezzate le bocche da fuoco: smeriglio, falconetto, aspide, colubrina, serpentino, basilisco, ecc.. Il moschetto sarebbe stato lo sparviere così chiamato "perché il maschio è più piccolo della femmina" oppure, secondo altri, perché il piumaggio sul petto presenterebbe un disegno che ricorda una mosca! Altri però fanno osservare che già nelle Storie pistoiesi del quattordicesimo secolo il termine moschetta è usato per indicare il dardo dell'arciere e quindi la derivazione più probabile è quella dalla mosca (che ritroviamo nello spagnolo mosquito) in quanto il dardo, con il suo sibilo o ronzio ben può essere paragonato ad un insetto volante.


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