Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Il pensiero rudimentale - Considerazioni su di un articolo dell'Espresso

Il grave dell’articolo non è  che un giornalista scriva di cose che ignora completamente e quindi senza poter discernere il vero dal falso, ma il fatto che la marea di idiozie gli è stata rifilata da personale della polizia. Il quale, come si rileva dall’articolo, anche se è costituito da un agente con la licenza media, anche se è un commissario che ha preso la laurea con solo tre esami, anche se un sindacalista che per definizione si occupa di carriere e stipendio e non certo di sicurezza pubblica, sa tutto, ne sa persino di più del Ministro, del Parlamento e del Popolo (quello che ha votato un referendum dicendo che le armi ci vogliono).
Il fatto grave, se non tragico, è che coloro che parlano, e che forse dalle questure opprimono i cittadini che vogliono esercitare i loro diritti garantiti dalla legge, dimostrano una impreparazione abissale, non sanno neppure che cosa succede nei propri uffici, pensano che l’emergenza criminale consista in una decina di persone uccisa da matti con armi di fuoco, come se le centinaia  uccisi con coltelli, pugni o calci, o investiti da un ubriaco, fossero morti felici! E allora si capisce perché i cittadini preferiscano difendersi da soli: “dagli amici (poliziotti) mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io!”
Bastano pochi esempi:
Dati ufficiali sul numero di armi non ne esistono...” molto bravi, complimenti davvero: sono 70 anni che rompete i corbelli ai cittadini facendogli denunziare anche alabarde, sciabole teatrali e armi antiche, avete un centro elettronico che da 40 anni viene alimentato con tutti i trasferimenti di armi e non sapete quante armi ci sono? Dite che troppi hanno rubato lo stipendio e si fa più presto.
Un italiano su quattro ha in casa un pistola...”  Bel colpo, si prende il numero delle armi (fucili, pistole, vecchie, nuove, antiche, da sparo, da taglio, lanciarazzi, aria compressa) che non si sa quale sia, ma si immagina di 13 milioni, lo si rapporta al numero dei cittadini e la divisione dà una pistola ogni quattro cittadini! Cioè tutte le armi sono diventate pistole! Certo che se ci si aggiunge il numero di “pistola” che girano per la polizia, il numero diventa veramente impressionante! 
Attualmente il giro di vite sul rilascio delle licenze si è allentato...” Quando vedo gente che spara balle a mitraglia, io mi preoccupo molto di più che a vedere una persona armata! Ma se in una questura hanno ritirato le armi ad un tizio perché suo fratello era stato querelato dalla moglie per percosse (al querelato però hanno lasciato la licenza di porto!)
E’ triplicato il numero delle guardie giurate... “ Bella la mentalità della polizia; le guardie giurate che rischiano la vita per meno di metà di quanto prende un poliziotto, che girano di notte mentre essi riposano, che garantiscono un po’ di quella tranquillità e di quel controllo capillare che la polizia non sa o può fare, sono un pericolo   da eliminare. Per questi geni della burocrazia fannullona, come ben ha detto un ministro, non vi sono le armi perché vi è troppa criminalità e bisogna proteggersi, ma la colpa della criminalità sono le armi; basta levarle ai cittadini e spariscono spacciatori, rapinatori, sequestratori, ladri, violentatori. E noi li paghiamo .. come diceva Totò.
Se un calabrese di Platì viene fermato a Milano può dire che andava al tirasegno... “ Orbene, in primo luogo conosco molti poliziotti originari di Platì e sono degnissime persone; che la polizia faccia del razzismo è cosa preoccupante  quanto la drangheta. In secondo luogo, se uno di Platì ha una licenza di porto d’armi, vuol dire che è una persona onesta e non si vede perché non deve girare come ogni altro italiano. Oppure, non è che sia vera la voce che circola, secondo cui in Calabria con un po’ di capocolli e raccomandazioni, dànno il porto d’arma anche ai guardaspalle dei mafiosi? Se lo dice la polizia, quasi ci credo!
Chiunque si occupi di prevenzione dei reati sa che, se diventa più semplice comprare fucili e pistole, la sicurezza dei cittadini diminuisce.” Ci manca solo la premessa implicita “In verità, in verità  vi dico che... “ Purtroppo il tono messianico e ispirato nasconde il fatto che un sindacalista non è né un sociologo, né un criminologo e che forse non ha alcuna esperienza di sicurezza pubblica e che dovrebbe parlare solo di stipendi e carriere.
Maurizio Leone è il segretario generale dell'Unione italiana tiro a segno (Uits), che ha il compito istituzionale di addestrare e abilitare i privati e le guardie giurate” Ma non è vero! E’ una grossa balla rifilata persino al Parlamento per salvare l’UITS dalla eliminazione. Il compito è del TSN, ente pubblico ben più autorevole e controllato dal Ministero della Difesa, non dal Coni. Il segretario spiega al giornalista che al tiro a segno è l’esercito (sic) a controllare chi spara, dal che si capisce subito di fronte a quali esperti siamo! E si capisce perché al poligono di Pistoia, così validamente controllato dalla UITS, ci sia scappato il morto. Almeno ora la magistratura sa dove trovare i colpevoli.
I campi di tiro privati .. .sono del tutto fuori controllo”. Altra balla colossale: tutti i campi sono segnalati ai CC o alla Questura; tutti i campi sono tenuti a registrare i tiratori. Se non vi è controllo (ma non è vero) è solo perché chi parla preferisce stare in ufficio a raccogliere inutili denunzie di armi antiche, piuttosto che alzarsi ed andare a controllare. Certo è che se si eliminassero tutte le armi, migliaia di funzionari potrebbero lavorare meno!
“I sindaci vogliono far girare le guardie municipali armate....”  Ma che strano, lo vuole persino anche la legge! Che il parlamento si sia dimenticato di chiedere il parere di questo altro genio sconosciuto?
 “I dati della Croce Rossa  e della OMS dimostrano che gli omicidi aumentano dove circolano più fucili e pistole”: ma sono dati riferiti a zone di guerra! E’ ovvio che nel Sudan più armi da fuoco ci sono  e meglio si ammazzano! Ma che c’entra con noi?
E poi “In Inghilterra dopo la proibizione delle armi fa fuoco il numero degli omicidi con armi da fuoco è diminuito”. Ma che genio della statistica! Perché non si chiede se se esso non sia stato compensato dagli omicidi con altri strumenti: 60 accoltellati al giorno, con buona pace dei nostri “esperti”.
Siamo di fronte al massimo livello del pensiero primitivo e rudimentale: se non vedo il nemico, non c’è; se elimino le automobili, non ci sono più morti sulle strade; se eliminino le mascelle d’asino, Caino non uccide più Abele, se eliminiamo il reato di spaccio di droga, vuotiamo le carceri, ecc, ecc, ecc.

L'articolo con queste sciocchezze è comparso su l'Espresso del 24 luglio 2008. Il mio articolo "Il pensiero rudimentale è stato pubblicato su Diana di settembre 2008.


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