Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Bombe ed evacuazioni

 NB: Si veda ora, 10 febbraio 2020, lo scritto conclusivo LA DISTANZA DI SICUREZZA DA OSSERVARE RISPETTO ALLA PROIEZIONE DI FRAMMENTI DI BOMBE con calcoli matematici, programma di calcolo, regole generali sulla bonifica da bombe.

Domani 20 ottobre 2019, a Bolzano si procederà ad una evacuazione di mezza città per una bomba d'aereo da 250 kg, rinvenuta in centro durante uno scavo. Nella scala delle bombe della II GM (che va da circa 100 kg a 2.000 kg, ma si è arrivati anche a 10.000 kg!), è ad un livello basso.
Resto sempre molto stupito dalle regole che l'esercito italiano stabilisce per il disinnesco di bombe d'aereo.
Leggo, ad esempio, che secondo le loro tabelle, con una bomba da 250 kg  lordi   (140 kg di esplosivo) l'onda d'urto  e le schegge possono essere letali fino  a quasi 2 km di distanza (per l'esattezza 1830 m.)
Sarei proprio curioso di sapere su quali basi scientifiche è stata creata quella tabella. Ho letto e studiato decine di libri sull'argomento e non ho mai trovato nulla di simile.
In Germania, dove trovano oltre 5000 ordigni inesplosi ogni anno, hanno stabilito ufficialmente nella legge sugli esplosivi, che il raggio di sicurezza è al massino di mille metri, anche per le bombe più potenti.
Il testo più vasto sulle bombe  della II GM (Hampe, Der zivile Luftschutz im Zweiten Weltkrieg,  Dokumentation und Erfahrungsberichte über Aufbau und Einsatz,  1963) scrive che con una bomba da 500 kg di esplosivo, netti, si danneggia gravemente un edificio a 50 metri di distanza, ma che per danneggiarlo a 100 metri occorrre un quantitativo sei volte maggiore.
Basta una breve ricerca in Internet sui più recenti disinneschi in Germania per vedere quali siano le zone di sgombero, tenendo presente che si parla di zona di evacuazione per la zona da cui si allontana ogni persona, e di zona di sicurezza in cui le persone vengono consigliate di restare con un tetto sulla testa.  Si assume, a braccio, che la zona di sicurezza deve avere un raggio doppio a quella di evacuazione.

Kiel (12-10-2019)

bomba da 250 kg

250+250 m

Colonia (14-10-19)

bomba da 500 kg

500+500 m

Bielefeld (07-10-2019)

bomba da 500 kg.

500 + 500 m

Gladbeck (31-1-2029)

bomba da 250 kg

250+250  m

Dortmund (20-5-2019)

bomba da 250 kg

250+250  m

Münster (6-3-2019)

bomba da 500 kg

500 + 500 m

NB: La zona di sicurezza è eventuale e dipende dall'infossamento della bomba e dalla possibilità di contenere le schegge con protezioni.

Si può quindi concludere che in Germania (dove il disinnesco viene affidato a ditte private, assicurate per ogni rischio, e il padrone del terreno paga tutte le spese), per una bomba da 250 kg si considera normalmente sufficiente lo sgombero in un raggio di 250 metri, oltre ad altri 250 metri in cui si deve solo evitare di restare all'aperto se vi è concreto pericolo di caduta pericolosa di frammenti.
Il metodo più usato e sicuro è quello del taglio della bomba con un getto di acqua e sabbia a 3000 bar di pressione, capace di tagliare fino a 12 cm di acciaio. Esso viene telecomandato da distanza di sicurezza dagli artificieri.

Queste regole corrispondono all'analisi scientifica del problema, con cui si è giunti a stabilire formule matematiche affidabili per calcolare gli effetti dell'esplosione di una bomba (formula di Gurney per i frammenti, formule di Sadovski per l'onda d'urto, ecc.)
I danni e pericoli derivano dall'onda d'urto o di pressione dello scoppio che, a breve distanza, può distruggere un edificio, e dalla proiezione di frammenti e pietre.
L'onda d'urto, che può essere paragonata ad un'onda di pressione, ad un vento o ad suono, diminuisce rapidamente all'aumentare dalla distanza dall'origine ed è fermata o deviata da ogni ostacolo o barriera.
Secondo le formule di Sadovski, universalmente riconosciute come valide, una bomba da 250 kg lordi provoca a 100 m una pressione di circa 0,5 at che corrisponde alla distanza minima da osservare dagli artificieri stessi e che provoca gravi danni ad un edificio.
L'esplosione della stessa bomba danneggia le foglie di un albero fino a 30 m.
Se l'esplosione avviene all'interno di un edificio l'effetto è spesso molto maggiore perché è noto che gli effetti più distruttivi li provoca l'onda retrograda, di ritorno, cioè quella che riempie il vuoto lasciato dopo il passaggio dell'onda d'urto.
È chiaro perciò che se vi è una fila di edifici, quelli che fronteggiano la bomba sono ad alto rischio di distruzione, ma quelli che sono dietro di essi rischiano ben poco. Perciò la distanza di 250 metri usata in Germania è rassicurante perché, anche se vi è uno spazio libero di 250 metri fra bomba e persona, l'onda d'urto si riduce a 0,2 at, pressione, a cui resistono persino i timpani!
Circa la proiezione di frammenti o pietre si considera assolutamente tranquillizzante la distanza di 900 metri. Questa è la distanza indicata in ogni manualetto pe la disattivazione di proiettili.
Questo però nel caso che la bomba sia appoggiata sul terreno  così che i frammenti possano partire anche raso terra a velocità altissima. Ma se la bomba è sprofondata sotto terra e attorno ad essa vi è una buca, i frammenti possono partire solo verso l'alto e quindi ricadono ad alcune centinaia di metri con scasa capacità lesiva. L'esperienza fatta in attentati terroristici commessi riempiendo un'auto con esplosivi, dimostra che con 230 kg di esplosivo si hanno effetti letali a 30 m., che la distanza minima da osservare è di 100 m e che la distanza tranquillizzante è di 320 m.
Valori questi compatibili con le regole tedesche.
Si vedano in Internet i miei scritti
http://www.earmi.it/balistica/esplosivi.htm
http://www.earmi.it/balistica/frammenti.html
http://www.earmi.it/balistica/Klimi-Mori_%20Shockwave.html (in inglese)

Il bello è che questi dati sono confermati persino dalle norme ufficiali italiane!
Il Regolamento al T.U. della Legge di Pubblica Sicurezza stabilisce che un deposito di 200 kg di tritolo richiede una distanza di sicurezza di 215 m. e, per 300 kg, di 260 m. Alla distanza di due chilometri, previsti per la bomba di Bolzano, la legge consente di depositare 30 tonnellate di tritolo.
Analogamente le regole internazionali di evacuazione per attentati commessi caricando un veicolo con esplosivi prevendono che nel caso di un autotreno con 30 tonnellate di esplosivi si sgomberi il terreno per un raggio di 1600 metri (si veda Paul Tasca, Bombs, IEDs, and Explosives: Identification, Investigation, and Disposal Techniquesm 2016.

Credo, a questo punto, che sia doveroso, per il Ministero della Difesa spiegare quale sia il fondamento scientifico delle tabelle di sgombero che impiegano.
Questo, naturalmente, se vogliono allontanare da loro il diffuso sospetto che i valori delle tabelle sono stati quadruplicati solo per garantire l'assoluta sicurezza dei burocrati, senza tenere in alcun conto danni, disagi, spese cagionati alla popolazione.
Ma io un fondato sospetto ce lo avrei; se si considera lo strano valore di 1830 metri che indicherebbero le tabelle usate dalle Forze Armate e si ipotizza che le tabelle fossero espresse in piedi e non in metri, si ottiene un valore di poco superiore a quello corretto di 500; è noto che questi valori sono approssimativi e perciò nelle tabelle inglesi la distanza che noi approssimiamo in 550 m. sia approssimata in 1800 piedi. Il che potrebbe voler dire che le Forze Armate hanno usato una tabella americana o inglese senza accorgersi che i valori erano espressi in piedi e non in metri!

Capisco che in caso anche di minino incidente si trova sempre un pubblico ministero fuori controllo, pronto ad indagare tutti, da Roma al Brennero (hanno persino indagato chi non aveva previsto un terremoto!), e che i militari temono più la giustizia che le bombe, ma questo è il destino di chi svolge attività pericolose in Italia ove da tempo il buon senso è calpestato. Basti pensare ai medici costretti alla "medicina difensiva" per non dover passare più tempo in tribunale che in ospedale, eppure un modus vivendi si è trovato. Se il Ministero della difesa avesse il coraggio di scrivere nero su bianco quali sono le regole da osservare in questi casi secondo criteri scientifici e secondo la prassi internazionale (in medicina si chiamano linee guida), chi opera sul campo avrebbe molto meno da temere dalla giustizia.

19 ottobre 2019

Appendice 1:
Il 28 agosto 2012 a Monaco di Baviera, quartiere di Schwabing una bomba da 250 kg è stata fatta brillare sul posto perché non poteva essere disattivata. La bomba è stata coperta con un autreno di balle di paglia. Sono state evacuate circa 2500 persone per un raggio di 300 metri. Nessuna zona di sicurezza, Diciassette case attorno alla esplosione sono state danneggiate, le finestre sono state sfondate anche dietro la prima fila di case, frammenti di paglia infuocata hanno provocato piccoli principi di incendio, non vi sono stati feriti
( https://www.thelocal.de/20120828/44617 ).

schwabing0

 

schwabing2

schwabing

schwabing3

Va detto che la ditta che ha eseguito i lavori è stata criticata per l'uso della paglia troppo leggera e che ha fatto una vampa molto superiore al previsto: in effetti c'era di meglio.
Però gli esempi riportati dimostrano che non vi è ragiomne di non seguuire l'esperienza tedesca; e se qualcuno non fosse ancora convinto, lo invito a rispondere con fatti scietifici e con esempi concreti, e non chiacchiere!

Appendice 2:
20 novembre 2011. A Coblenza viee rinvenuta una mina aerea inglese (Luftmine) tipo HC 4.000 LB mit 15.000 kg di esplosivo Torpex (T4). Zona di evacuazione di 1800 metri
https://de.wikipedia.org/wiki/Evakuierung_in_Koblenz_am_4._Dezember_2011)
Secondo gli ipersatori l'espolosione dlele bomba avrebbe distrutto gli edifici nel raggo di 30 metri; oltre tale distanza e fino a 1000 m danni lievi ai tetti alti e alle finestre.

24 maggio 1999 a Coblenza. Bomba di 18 quintali. Raggio di evacuazione 1800 metri
http://archiv.rhein-zeitung.de/on/99/05/24/topnews/koblenz.html

Appendice 3
Questa è un capolavoro tragicomico!
Battipaglia 8 settembre 2019; una bomba con 30 kg di esplosivo deve essere disinnescata nell'abitato. La zona di evacuazione viene stabilita in1600 metri! Quasi 37.000 persone  spostate.  In Germania avrebbero evacuato forse un raggio di 100 metri.
Ma la cosa ancora più tragicomica  è il comunicato del Ministero dell'Interno intriso di tronfia soddisfazione:
" Disinnescata alle 18.05 di ieri la bomba d'aereo della II Guerra mondiale ritrovata durante i lavori di scavo in un'azienda privata a Battipaglia, provincia di Salerno.
Effettuata dagli artificieri del 21° Reggimento Genio guastatori della Brigata bersaglieri “Garibaldi” di Caserta, unità specializzata dell’Esercito italiano, l'operazione ha coinvolto 500 operatori di Forze dell'ordine, Croce rossa, prefettura di Salerno, che le ha coordinate,e comune di Battipaglia, più altri 500 volontari della protezione civile regionale.
Ancora in buone condizioni, la bomba conteneva 30 kg di esplosivo per 124 di peso, e presentava un congengo anti-rimozione che ne impediva il trasporto. Per questo motivo il brillamento è stato effettuato nella stessa sede del ritrovamento, con l'adozione di una serie di misure di sicurezza - tra queste delle fortificazioni per delimitare l'area - e l'evacuazione di 36000 persone. Sospeso, inoltre, per tutta la durata delle operazioni, il traffico sull’autostrada A2, in entrambe i sensi di marcia, sulla tratta Pontecagnano - Eboli.
Il comune ha allestito 3 strutture di accoglienza con punti ristoro considerata la lunga durata delle operazioni seguite e coordinate dal centro coordinamento soccorsi (Ccs) presieduto dalla prefettura, attivo dalle 5 di ieri mattina nella sede della protezione civile comunale di Battipaglia.
Un foro praticato sulla bomba, poi la “lisciviatura”, ovvero lo svuotamento dell’esplosivo attraverso un getto d'acqua, la sua bonifica tramite combustione libera e, infine, il brillamento della spoletta con l’aiuto di una carica esplosiva.
Queste le fasi dell'intervento, riuscito con successo grazie alla «preziosa collaborazione di tutte le componenti», ha detto al termine delle operazioni il prefetto di Salerno Francesco Russo: per la competenza degli artificieri, l'impegno delle Forze dell'ordine, per l'azione del comune, con gli operatori in campo e il sindaco presente nel Ccs, della protezione civile regionale e dell'azienda sanitaria locale, e per la collaborazione dei cittadini evacuati, rientrati nelle loro abitazioni solo dopo le 18.30, quando l'area è stata riaperta."

Altro che soddisfazione: non hanno capito nulla, credono che la bomba sia stata fatta brillare sul posto ed invece è stata un normalissimo disinnesco con lavaggio dell'esplosivo; poi la spoletta, come normale, è stata fatta esplodere sul posto! Cosa che si fa in tutta sicurezza perché basta coprirla con un apposto telone e non vi è proiezione di schegge.
Sembra che i responsabili in questi casi facciano a gara a chi evacua più persone e chiude più strade e ferrovie. Sembra che la regola sia "meglio rompere le balle e far danni di milioni a 40.000 persone, meglio spendere i soldi pubblici perché nessuino ci possa mai accusare della minima colpa!" Sono cose da indagine penale e contabile, non da elogio. Non so se ciò deriva da protagonismo, dal desiderio di magnificare le attivittà dele FFAA (che amo e rispetto e che vorrei non offrissero il fianco a sospetti), dalla possibilità di ragranellare qualche straodinario, dala possibilità di far quadagnare qualche soldo a persone di cui si potrebbe fare a meno, ma il tutto si evirerevbbe se facessero ciò si fa in tutti gli altri paesi del mondo, comne ampiamente dimostrato dai casi che riporto in appendice. e q
Si badi che la bomba era al margine dell'abitato e che da un lato vi erano terreni agricoli verso i quali poteva e doveva essere deviata l'eventuale onda esplosiva:

battiplaglia 1

Inoltre la bomba era stata infossata in una enorme buca circondata da enormi cassoni di rete riempiti di terra, tale da contenere anche un'esplosione di quintali di esplosivo

battipaglia 2

Questa era la zona di evacuazione
evac


e questo un ingrandimento da Google Earth

zona evac 2 in cui si vede chea la bomba (cerchietto nero) era ad almeno 150 metri da abitazioni, salvo i capannoni; quindi in pratica serviva una evacuazione modestissima perché l'onda d'urto sarebbe andata verso l'alto. E l'autostrada era a 1200 e nessuna regola al mondo considera in pericolo chi si troca in tale zona, salvo raccomandare di restare al coperto; ma chi viaggia in auto è al coperto!

Va a finire che la gente la prossina volta li manda ed evacuare da un'altra parte!

Appendice 4
Ho scoperto da dove deriva la distanza di evacuazione di 1830 m. Non vi è stata n fra piedi e metri, come avevo ipotizzato. Ma è verop che gli esperti dela difesa continuano a citare testi Nato Stanag come foneo del loro sapere. Ma questi atti Stanag contengono solo dei semplici rinvii ad altre disposizioni che nessuno ovviamente si è mai andato a studiare, altrimenti citerebbero dati tecnici e non letterari!
Tale distanza deriva dalla formula empirica
Distanza = 976,4 + 172,5 * ln(C) in cui C è il peso dell'esplosivo espresso in unità equivalenti di TNT.
La formula è nota, ma è valida in ben altre situazioni; essa è stata studiata misurando la proiezione di frammenti di bomba appoggiata al suolo, sulla roccia o, persino sospesa a qualche metro da terra. Dovrebbe essere ovvio per tutti, anche per chi non è Pico de Paperis, che la formula non ha senso quando la bomba è sprofondata dentro una buca e bastano pochi ripari, pochi sacchi di sabbia per trannere i framenti con maggior gittata. Si veda http://www.earmi.it/varie/depositi.htm.

bomba in buca

Appendice 5

Brindisi, 15 dicembre 2019.
Scrivono i giornali:
" si tratta della più grande evacuazione mai effettuata in Italia in tempi di pace: 54 mila persone su un totale di 87 mila abitanti, più del 60% della popolazione. Il motivo della vastità dell’operazione è semplice: la bomba è stata danneggiata in uno dei due congegni di attivazione, e il rischio di esplosione è più alto rispetto ai ritrovamenti più «tradizionali».
… La bomba, di fabbricazione inglese, pesa 500 libbre, è lunga un metro e contiene 40 chili di tritolo. È stato sganciata, presumibilmente, nel 1941. La spoletta è stata danneggiata durante il ritrovamento.
… Evacuazione dell’intera zona rossa (un’area dal raggio di 1.617 metri dal luogo in cui trova l’ordigno bellico)".

Non è la più grande operazione, ma la più grande bufala, L'esercito italiano non ci fa certo una bella figura. È ridicolo dire che la zona di rischio è più ampia perché è maggiore il rischio di esplosione in quanto la spoletta è danneggiata. La zona di sicurezza viene fissata in base al pericolo di danni, non in base al pericolo di esplosione. È un dato scientifico, non una ipotesi. Il pericolo di esplosione è presunto e temuto sempre; altrimenti la bomba verrebbe portata via su di un furgone. E comunquer erauna bomba di piccole dimensioni.

Ecco che cosa mio ha scritto il giorno 16 un Ammiraglio americano (email tradotta da me):
Egregio sig. Edoardo Mori
Le porgo le mie congratulazioni per il suo chiaro e illuminante articolo sul disinnesco degli ordigni bellici.
In qualità di ammiraglio della Navy, sono veramente sconvolto nell'apprendere dai giornali la inettitudine dei militari italiani, gente indegna di indossare la uniforme che rappresenta lo stato italiano, e ovvio che per noi al Pentagono non e cosa nuova ritrovarci a confrontarsi con parigrado italiani di cui la preparazione e inqualificabile, ma molto evidenti i benefici ed emolumenti che ricavano dalla loro uniforme.
Una persona del suo calibro sarebbe accolta con entusiasmo nei nostri ranghi e servizi in America a differenza dell'Italia dove se la avessero consultata non avrebbe avuto a  far soffrire alla cittadinanza di Brindisi cotanti disagi, con soldi del contribuente sperperati.
Un rinnovato elogio per i suoi lavori.

Il 13 dicembre a Potsdam è stata disinnescata una bomba da 100 kg : zona di sicurezza di 800 metri  senza evacuazione di persone perché non vi erano case nelle immediate vicinanze.
Il 12 dicembre a Oranienburg bomba da 500 kg: zona di evacuazione di 1000 m, evacuate 5.000 persone.
Come dire: In Germania la zona rossa sarebbe stata di 200 metri con un migliaio di evacuati!

Appendice 6 - Come si lavora in Renania - Articolo di giornale
https://web.de/magazine/regio/rheinland-pfalz/kampfmittelraeumer-50-bomben-35-tonnen-munition-34302308 (non più attivo)

Fino a poco prima di Natale, il servizio di eliminazione degli ordigni (KMRD) ha reso innocua la Renania-Palatinato circa 50 bombe più grandi, come ha riferito il responsabile Marco Ofenstein all'agenzia di stampa tedesca. "Gran parte è stata disarmata e alcune sono state rimosse anche perché, ad esempio, mancavano i detonatori". In totale, i 15 impiegati maschi KMRD hanno smaltito quasi 35 tonnellate di munizioni a livello nazionale quest'anno.

Fu solo nella notte del 20 dicembre che i disinnescatori di ordigni nella città del Palatinato di Germersheim fecero esplodere una pericolosa bomba al fosforo del peso di 50 chilogrammi. Circa 2.000 residenti hanno dovuto lasciare le loro case nella zona pericolosa per motivi di sicurezza. Il dispositivo esplosivo più pesante disarmato nel 2019 pesava 1000 chilogrammi. Per lavorare alla bomba degli Stati Uniti a giugno, circa 600 residenti hanno dovuto lasciare le loro case intorno al sito vicino a Dattenberg nel distretto di Neuwied. Un ricercator di rperti autorizzato aveva scoperto l'ordigno inesploso. "Stava cercando oggetti d'antiquariato e ha trovato un oggetto d'antiquariato completamente diverso. Era abbastanza spaventato", dice Ofenstein.

Quest'anno, l'8 dicembre, la maggior parte dei residenti è stata colpita da un disinnesco: a Coblenza, i cacciatori di ordigni hanno reso innocua una bomba da 250 chilogrammi - circa 4.000 cittadini hanno dovuto lasciare un raggio di 500 metri attorno all'ordigno inesploso.

Il numero di ritrovamenti riportati quest'anno sono stati attorno a 1000. "Ma c'erano anche del falsi, per esempio qualcuno pensava che un piede da parasole nel Reno fosse qualcosa di pericoloso." Le denunzie non sono diminuite. "Alcune persone sono diventate più sensibili, anche a causa dell'estrema bassa marea del Reno nel 2018", afferma il responsabile del gruppo.

Secondo Ofenstein, sette decenni e mezzo dopo la seconda guerra mondiale, ci sono naturalmente pochissimi riferimenti a ordigni inesplosi. "Se le informazioni si riferiscono solo a 20 o 30 metri quadrati, controlliamo. Naturalmente, se si tratta di un'intera area urbana, non è possibile."

Ofenstein prevede: "Gli ordigni inesplosi continueranno ad accompagnarci per diverse generazioni". Gli esperti stimano che circa un decimo delle bombe sganciate sulla Germania non esplose durante la seconda guerra mondiale. Secondo il KMRD, i detonatori a volte si ghiacciano quando lasciati cadere da un'altezza di diverse migliaia di metri, così che ill dispositivo di sicurezza si blocca. O le bombe con detonatori solo sulla testa o sul bordo casdono male e non esplodono. La precisione del bersaglio era comunque scarsa.

A Coblenza, il KMRD Renania-Palatinato ha un deposito temporaneo per le munizioni trovate. Di solito questo viene portato alla società di proprietà federale per lo smaltimento di agenti di guerra chimica e rifiuti di armamenti (Geka) a Munster, Bassa Sassonia. Il Geka riporta: "Le armi chimiche e convenzionali perdono il loro orrore qui in processi di disattivazione altamente specializzati". La sede principale del KMRD Renania-Palatinato è Coblenza e la sede amministrativa è Treviri. C'è anche una posizione in Worms.

Appendice 7 - Evacuazione a Dortmund
https://www.dortmund.de/de/leben_in_dortmund/sicherheit_und_recht/evakuierung
_klinikviertel_12_januar/start_evakuierung/index.html

12 gennaio 2020 - Disinnesco riuscito!
Due bombe inesplose nel distretto ospedaliero vengono disinnescate: l'area di evacuazione viene riaperta.
È stata delle più grandi evacuazioni nel dopoguerra: domenica 12 gennaio, oltre 14.000 residenti a Dortmund hanno dovuto dovettero lasciare il distretto ospedaliero. Il servizio di smaltimento degli ordigni ha disinnescato due bombe da 250 kg, che sono state trovate in quattro punti sospetti.
Una bomba britannica da 250 kg è stata trovata in Luisenstrasse. Una bomba americana da 250 kg in Beurhausstrasse.
Nell'area del distretto ospedaliero di Dortmund, negli ultimi mesi sono state condotte indagini sullo smaltimento degli ordigni da parte dell'esperto servizio di smaltimento degli ordigni del governo distrettuale di Arnsberg. I progetti di costruzione attuali e futuri hanno reso necessario questo lavoro preparatorio. Durante l'indagine, sono state anche identificate le cosiddette anomalie, che indicano possibili ordigni inesplosi  della seconda guerra mondiale. Può essere accertato solo scavando se sono davvero ordigni.
L'evacuazione interesserà circa 13.000 residenti, pazienti delle due cliniche, ospiti dell'hotel e oltre 200 residenti di due case di riposo.
Le due sospette bombe si trovano in Beurhausstrasse, Luisenstrasse, all'incrocio tra Rheinische Strasse e Westentor, e nell'area del giardino dell'ospedale St. Johannes. Un raggio di 500 metri è stato tracciato attorno a tutti e quattro i punti sospetti per l'evacuazione, che si applica per  un peso complesso di bombe per 500 kg.

Appendice 8
Dal sito https://web.de/magazine/regio/rheinland-pfalz/kampfmittelraeumer-50-bomben-35-tonnen-munition-34302308 - Aggiornato il 28 dicembre 2019.

Appendice 9
8 febbraio 2020 -  A Stahnsdorf nel Brandenburgo, vicino a Potsdam, una bomba da 500 kg è stata fatta esplodere sul posto perché non si poteva disinnescare. Raggio di evacuazione 500 m. Rottura di molti vetri e  due tetti scoperchiati dall'onda di pressione. Altre case attorno abitabili, ma con danni minori.

Articolo: Coblenza (dpa / lrs) - Rischiano la vita per proteggere il grande pubblico: circa 75 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli addetti alle pulizie nella Renania-Palatinato hanno rimosso anche molti siti esplosivi contaminati nel 2019.

Fino a poco prima di Natale, il servizio di smaltimento degli ordigni (KMRD) ha reso innocua la Renania-Palatinato circa 50 bombe più grandi, come ha riferito il responsabile della colonna Marco Ofenstein all'agenzia di stampa tedesca. "Gran parte è stata disarmata e alcune sono state rimosse anche perché, ad esempio, mancavano i detonatori". In totale, i 15 impiegati maschi KMRD hanno smaltito quasi 35 tonnellate di munizioni a livello nazionale quest'anno.
Fu solo nella notte del 20 dicembre che esplosivi espulsori di ordigni nella città del Palatinato di Germersheim fecero esplodere una pericolosa bomba al fosforo del peso di 50 chilogrammi. Circa 2.000 residenti hanno dovuto lasciare le loro case nella zona pericolosa per motivi di sicurezza. Il dispositivo esplosivo più pesante disarmato nel 2019 pesava 1000 chilogrammi. Per lavorare alla bomba degli Stati Uniti a giugno, circa 600 residenti hanno dovuto lasciare le loro case intorno al sito vicino a Dattenberg nel distretto di Neuwied. Un driver di sonda con approvazione ufficiale aveva scoperto l'ordinanza inesplosa. "Stava cercando oggetti d'antiquariato e ha trovato un oggetto d'antiquariato completamente diverso. Era abbastanza spaventato", dice Ofenstein.
Quest'anno, l'8 dicembre, la maggior parte dei residenti è stata colpita da un disinnesco: a Coblenza, i cacciatori di ordigni hanno reso innocua una bomba da 250 chilogrammi - circa 4.000 cittadini hanno dovuto lasciare un raggio di 500 metri attorno all'ordigno inesploso.
Il numero di record riportati quest'anno è una fornace attorno a 1000. "Ma c'erano anche rivetti, per esempio qualcuno pensava che un piede da parasole nel Reno fosse qualcosa di pericoloso." I rapporti di ricerca non sarebbero meno: "Alcune persone sono diventate più sensibili, anche a causa dell'estrema bassa marea del Reno nel 2018", afferma il responsabile della colonna. A quel tempo, un certo numero di armi della seconda guerra mondiale erano venute alla luce.
Secondo Ofenstein, sette decenni e mezzo dopo la seconda guerra mondiale, ci sono naturalmente pochissimi riferimenti a ordigni inesplosi. "Se le informazioni si riferiscono solo a 20 o 30 metri quadrati, daremo un'occhiata. Naturalmente, se si tratta di un'intera area urbana, non è possibile."
Il KMRD Renania-Palatinato non ha sistematicamente valutato le fotografie aeree storiche dal 2014, come spiega l'ordinatore. "Non abbiamo comunque tutte le foto. Lo faremo al massimo per le nostre indagini."
Ofenstein prevede: "Gli ordigni inesplosi continueranno ad accompagnarci per diverse generazioni". Gli esperti stimano che circa un decimo delle bombe sganciate sulla Germania non esplose durante la seconda guerra mondiale. Secondo il KMRD, i detonatori a volte si ghiacciano quando lasciati cadere da un'altezza di diverse migliaia di metri, in modo che il dispositivo di sicurezza non funzioni. O le bombe con detonatori solo sulla testa e sul colpo posteriore in modo da non far esplodere. La precisione del bersaglio era comunque scarsa.
A Coblenza, il KMRD Renania-Palatinato ha un deposito temporaneo per le munizioni trovate. Di solito questo viene portato alla società di proprietà federale per lo smaltimento di agenti di guerra chimica e rifiuti di armamenti (Geka) a Munster, Bassa Sassonia. Il Geka riporta: "Le armi chimiche e convenzionali perdono il loro orrore qui in processi di sterminio altamente specializzati". La sede principale del KMRD Renania-Palatinato è Coblenza e la sede amministrativa è Treviri. C'è anche una posizione in Worms.

Edoardo Mori - 20 gennaio 2020


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